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Per più di 70 anni si è creduto che certi batteri lattici erano quanto esistesse di meglio per il benessere digestivo e fisiologico dell'uomo e ne era pertanto raccomandata l'assunzione.

Oggi, senza nulla togliere alle potenzialità di certe specie e di certi ceppi di batteri lattici, è stato invece dimostrato per via sperimentale, sia in vetro sia in vivo, che si può ottenere molto di più: con i fermenti propionici.

Nel colon sono presenti circa 100.000 miliardi di batteri diversi, ma l'equilibrio ideale per una buona salute dipende essenzialmente dalla presenza di un numero sufficiente di bifidobatteri, in proporzione preponderante rispetto alle altre componenti batteriche. Il meconio, cioè la materia che è contenuta nell'intestino del feto e che viene espulsa subito dopo la nascita, è sterile.

In seguito, nel neonato s i forma progressivamente la microflora intestinale, che si stabilizza nell'arco di qualche settimana. Si tratta di una costante voluta della natura: sia che si nasca in un quartiere povero del Cairo o di Calcutta, o in un quartiere ricco di Manhattan, Parigi, Mosca, Pechino o Rio de Janiero, la microflora nativa è sempre la stessa ed è sempre presente nell'intestino del neonato, quali che siano le sue origini.

Se si analizzano le primissime feci espulse dal neonato, è già possibile rinvenire alcuni microrganismi; pur se poco numerosi, sono infatti già presenti e sono sempre gli stessi dalla notte dei tempi, trattandosi dei primi occupanti naturali del tubo digerente del neonato: il loro nome è Bifidobacterium.

Di questo genere di batteri esistono circa una decina di specie. La loro presenza nel neonato sano, fin dalla nascita, rappresenta un dato fisiobatteriologico costante per tutto il genere umano. Fino al momento del parto l'organismo del futuro neonato è sterile, in quanto il feto è perfettamente protetto nel grembo materno. Dopo la rottura della placenta, il nuovo essere umano viene catapultato nell'atmosfera terrestre che non è e non sarà mai sterile, ma, fortunatamente per lui, la sua venuta al mondo inizia con il contatto forte e intimo con la mamma attraverso il canale vaginale.

Grazie alla “compressione” esercitata durante il passaggio nel canale vaginale, la mamma trasmette al neonato la propria flora batterica. Ed è proprio attraverso questo contatto intimo che il neonato viene sottoposto a una inoculazione batterica, ricevendo così il proprio corredo personale di microflora nativa: una carica batterica congenita che conserverà per tutta la vita.

Con il passare dei giorni, delle settimane e dei mesi successivi alla nascita il segmento terminale del tubo digerente del neonato, cioè il colon, si popola di miliardi di batteri: da 30 a 40 diverse specie dominanti, provenienti in maggioranza da ciò che il neonato ingerisce e respira. Ma la presenza batterica più significativa resta quella della microflora derivata da quel primordiale contatto all'interno del canale vaginale della mamma.

 

Il Professor Henri Tissier (1866-1926), allievo del grande Louis Pasteur, che fu il primo a isolare e a interessarsi al Bifidobacterium, ha opportunamente definito “flora blu” questa popolazione batterica che vive in commensalismo nell'organismo umano. Questa “flora blu” congenita costituisce l'impronta batterica specifica di ciascun individuo, caratterizzante quasi quanto le impronte digitali e quindi tale da differenziarlo da ogni altro essere umano.

Per tutta la vita, tranne in caso di malattia, l'organismo umano conserverà l'impronta di questa microflora nativa, all'interno della quale prevale naturalmente il genere Bifidobacterium.

Gli adulti in buona salute che conducono una vita sana e seguono un'alimentazione naturale ed equilibrata mantengono costantemente una microflora intestinale endogena a prevalente componente bifidobatterica.

Ciò vale per tutte le popolazioni dei cinque continenti e rappresenta il segno di un corretto equilibro intestinale. In presenza di una vita turbolenta, stressata o poco regolata, o in seguito ad una alimentazione inadeguata, a malattia o ingestione di sostanze più o meno tossiche, o semplicemente a causa dell'avanzare dell'età, nell'organismo umano si  manifesta la tendenza ad un pericoloso degrado della microflora bifidobatterica.

Questa affermazione del Professor Henri Beerens dell'Università di Lilla (Francia) sintetizza il nuovo traguardo della ricerca scientifica. L'acido propionico è un elemento altamente benefico per l'equilibrio intestinale, ma non servirebbe a nulla ingerirlo attraverso una delle poche verdure che solitamente consumiamo e che ne sono ricche, in quanto non arriverebbe nel colon al momento giusto. Per apportare beneficio all'equilibrio intestinale, l'acido propionico deve essere sintetizzato direttamente nel colon stesso e solo i batteri sono in grado di farlo.

I fermenti propionici, che sono i soli batteri alimentari a produrre l'acido propionico, rappresentano la chiave di volta indispensabile per il benessere del nostro intestino. Li presenta oggi in anteprima su questa testata la Sulfaro, distributore esclusivo per l'Italia di Sécuril : integratore alimentare a base di Proprio-Fidus .

 

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